Il trail running è una disciplina podistica relativamente nuova che sta iniziando a interessare un numero crescente di runner amatori e non solo.
Non è agevole definire il trail running; infatti, anche i pareri degli addetti ai lavori sono spesso discordanti sulla definizione di questa disciplina. Alcuni definiscono il trail running come l’espressione atletica del trekking (altra disciplina sulla cui definizione non c’è un pieno accordo) e dell’alpinismo.
Quel che è certo è il trail running è una tipologia di corsa che differisce notevolmente dalla normale corsa su strada e ancor di più dalla corsa su pista. I percorsi che vengono scelti per lo svolgersi delle competizioni di trail running, infatti, sono caratterizzati da un certo grado di difficoltà dal momento che si tratta di sentieri che, spesso e volentieri, sono quelli utilizzati dagli escursionisti.
Fare trail running comporta quindi l’affrontare percorsi che sono complicati e resi più duri da un continuo susseguirsi di salite e discese (il profilo altimetrico delle competizioni è generalmente molto impegnativo), fondi sconnessi, poco stabili o fangosi, sentieri stretti e non facilmente accessibili, presenza di ruscelli da guadare camminando su sassi o rocce scivolose, boschi da attraversare ecc.
Se chiediamo a un appassionato di trail running il perché del suo amore per questa disciplina, in molti casi è facile sentirsi rispondere che ciò che lo affascina è legato alla bellezza della natura che caratterizza i percorsi, alla possibilità di correre liberi senza il vincolo di un riferimento di tipo cronometrico (nel trail running, come nella corsa campestre del resto, non si corre contro il cronometro, ma, al limite, contro un determinato avversario), all’opportunità di evadere da una realtà cittadina che lascia spesso a desiderare. È proprio basandosi su queste caratteristiche che molti sostenitori di questa disciplina la considerano un’attività per tutti.

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